Il codice di Perelà. Romanzo futurista
"Strano destino quello del "Codice di Perelà": uno dei vertici assoluti della narrativa italiana
del Novecento, eppure destinato a tutt'oggi a rimanere un capolavoro per 'happy fews';
anche se l'autore stesso nel 1958 non aveva mancato di dichiarare senza ambagi la sua
predilezione per l'opera: "Perelà è la mia favola aerea, il punto più elevato della mia fantasia".
Se da una parte va considerato un esempio precoce di antiromanzo, dall'altra va letto come
una favola allegorica: allegoria di una società e allegoria dell'impossibile opera di salvazione
universale tentata, con la sua sola presenza e come 'malgré lui', dal protagonista, Perelà,
l'uomo di fumo. Non per niente l'opera ricalca in alcuni punti salienti la vita di Cristo. Favola
allegorica; romanzo ermetico che preclude gelosamente il proprio segreto; farsa, opera buffa,
romanzo aperto, antiromanzo; opera impegnata sia pure indirettamente con le tensioni
sociali del proprio tempo; libera fantasia poetica: coi suoi diversi piani e i molteplici suoi
elementi, "Il Codice di Perelà" sembra respingere le interpretazioni onnicomprensive. Ma solo
queste saranno all'altezza di un romanzo così vario, ricco e profondo: un libro che non
smette di crescere col tempo che lo separa dalla sua apparizione." (Dallo scritto di Luciano
De Maria)
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