La grande fuga dell'Ottobre Rosso
"DAL COMANDO GENERALE DELLA MARINA DEGLI STATI UNITI A TUTTI I SOMMERGIBILI IN
NAVIGAZIONE STOP IN VISTA POSSIBILE RIDISPIEGAMENTO GENERALE STOP INATTESA
OPERAZIONE SU VASTA SCALA FLOTTA SOVIETICA IN CORSO STOP NATURA SCONOSCIUTA"
Così ha inizio un gioco a nascondino terribilmente serio. Il brillante giovane analista della
CIA Jack Ryan crede di conoscere l'obiettivo dell'improvvisa operazione della flotta russa.
Il mezzo navale più prezioso dell'URSS - un nuovo sottomarino armato di missili balistici e
comandato dall'ufficiale più fidato ed esperto della marina sovietica - sta tentando di
passare armi e bagagli dalla parte degli Stati Uniti. È un caso di alto tradimento che non
ha precedenti e ogni mezzo navale russo ha ricevuto l'ordine di trovarlo e distruggerlo a
ogni costo.
A questo punto fra le due flotte, quella americana e quella sovietica, comincia una gara
spasmodica mirante a localizzare, battendo sul tempo gli avversari, l'Ottobre Rosso,
l'ambitissima preda.
Ma localizzare l'Ottobre Rosso è tutt'altro che facile: il sottomarino ha a disposizione un
milione di miglia quadrate per nascondersi ed è dotato di un sistema di propulsione che lo
rende pressochè muto perfino ai sonar più sensibili. Il che rende il suo comandante, Marko
Ramius, convinto di riuscire nella sua impresa. La sfibrante caccia dura diciotto giorni.
L'Ottobre Rosso tenta di sottrarvisi attraverso quattromila miglia di oceano ma, quando
l'obiettivo di Ramius sembra ormai raggiunto, su di lui convergono sommergibili russi e
americani, in un eccitante climax che costituisce una delle più appassionanti scene
sottomarine mai scritte. Il lettore si trova immerso in un mondo noto a pochi, nel quale
cacciatore e preda lottano in uno spaventoso isolamento.
Scritto con sbalorditiva maestria, La grande fuga dell'Ottobre Rosso è un thriller non
paragonabile a nessun altro: esso unisce infatti a un intreccio e a una suspense
difficilmente uguagliabili una tale padronanza e conoscenza delle tecnologie militari più
avanzate da darci la sensazione di trovarci anche noi nel bel mezzo di un'azione del tutto
reale.
Ottonelli